La lezione individuale di nuoto

Il nuoto è stato il primo sport che ho praticato, a Imperia , dai 6 ai 20 anni.

Ho sempre avuto la fortuna di avere degli istruttori molto bravi, che hanno creduto in me, e devo dire che a livello agonistico mi sono tolta qualche soddisfazione. In particolare, gareggiavo sui 400 metri stile libero e i 100 metri farfalla.

Ho smesso a vent’anni per un problema di salute e non sono mai più entrata in una piscina. Il nuoto era una attività archiviata e molto dolorosa, perché ero brava e a causa della salute ho perso delle occasioni.

Qualche tempo fa M. ha insistito perché l’accompagnassi a nuotare, dicendo che aveva bisogno di distendersi dopo tante ore passate davanti al PC. La prima volta mi sono limitata ad accompagnarla, rimanendo nel bar e guardando la vasca dalla finestra.

La seconda volta sono entrata in acqua e ho fatto qualche vasca (con molta calma e molta fatica): stile libero, rana, dorso (mai piaciuto: ho sempre nuotato storta), farfalla… Ecco, lì la catastrofe. Non ero più capace. A metà vasca c’era più acqua fuori dalla piscina che dentro. Esperimento miseramente fallito. Bella la sensazione dell’acqua sulla pelle, persino gli occhi che bruciano per il cloro (mai usato occhialini in vita mia), ma questa cosa del non saper più nuotare a farfalla mi ha turbata. Ho fatto nuoto agonistico per dieci anni, maledizione, come è possibile?

All’inizio, quindi, il rifiuto: basta, non entrerò mai più in una piscina.

Poi, giovedì, l’accettazione: è vero, non so farlo, ma è una cosa che posso cambiare. Ho prenotato una lezione di prova individuale con l’istruttore al Crocera Stadium.

L’istruttrice che mi hanno assegnato si chiama Giorgia, ha vent’anni, gli occhi azzurri, un bel sorriso e un sacco di pazienza. Piano piano mi ha guidata, con esercizi mirati, e alla fine una vasca a farfalla, più o meno, l’ho fatta. Ma c’è ancora da lavorare: ho prenotato altre 10 lezioni e non vedo l’ora di tornare in vasca!

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