Allenamento: questo sconosciuto!

Dirò una banalità: l’allenamento è importantissimo.

Certo, non posso pretendere di correre una intera maratona
o di fare dieci km in mezz’ora senza alcuna preparazione, o di giocare una partita di calcio di 90 minuti dopo mesi di inattività.

Ma l’allenamento non è finalizzato solo alle prestazioni in sé e per sé, quanto all’ injury prevention.

Prendo come esempio il mio caso. A fine gennaio spegnerò, ahimé, 40 candeline. Ho praticato sport fin da bambina, a livelli discreti, e ora, nonostante sia in sovrappeso e non riesca ad allenarmi quanto vorrei, più o meno “tengo botta”. Ogni tanto sono vittima di qualche piccolo infortunio, dal quale però mi riprendo a tempo di record. Lo scorso anno durante una partita mi aveva ceduto il ginocchio (quello con ancora un menisco sano) e lì per lì non riuscivo neppure a camminare, ma dopo dieci giorni ero di nuovo ad allenamento.

E’ pacifico che meno una persona è allenata e più è alto il rischio di infortuni e maggiore sarà il tempo necessario per il recupero. Senza contare che dietro l’angolo c’è sempre il rischio di sovraccarico da lavoro muscolare, che metterà a rischio le persone con meno allenamento, o dopo un periodo di inattività, già al primo sforzo. Quando non si rispettano le capacità di adattamento soggettive e il superamento dei propri limiti non avviene per gradi, si può verificare un infortunio muscolare.

Da non sottovalutare, inoltre, l’importanza del riscaldamento e dello stretching prima dell’attività e lo scarico dopo. Piccoli accorgimenti per evitare grosse rotture di palle!

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