Anniversario della Liberazione d’Italia

Oggi, 25 aprile, ricorre l’Anniversario della Liberazione d’Italia, una solennità che la mia famiglia sente molto.

Mio nonno Veraldo era il tipico uomo ligure, brusco nei modi, oculato nelle spese, con mani grandi e callose guadagnate sia con il suo lavoro di Vigile del Fuoco che con la cura del suo orticello a Costa d’Oneglia. La campagna era il suo rifugio, e dopo essere andato in pensione vi trascorreva tutti i pomeriggi, forse anche un po’ per sfuggire alle brontolate di sua moglie, la nonna Elsa.

Il nonno, come dicevo, mugugnava se la nonna metteva in tavola la carne più di tre volte la settimana, oppure se i tagli che acquistava erano troppo pregiati: perché mangiare il filetto quando esiste lo scamone che costa la metà?

Ricordo che, quando non avevo scuola, mi portava a passeggio. Sovente incontravamo i miei amichetti (ragionevolmente anche loro affidati ai nonni) e io non capivo come mai gli altri avessero una busta di caramelle, una pizzetta o un gelato, mentre io no.

Ma il 25

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