Il Gay Pride

Ieri a Genova e in altre città italiane c’è stato il Gay Pride. Quest’anno si celebra il cinquantesimo anniversario dei moti di Stonewall, una serie di violenti scontri fra gruppi di omosessuali e la polizia a New York che sancirono la nascita del primo movimento di liberazione Gay.

In Italia, la prima manifestazione pubblica di omosessuali ebbe luogo nel 1972 a Sanremo, per protesta contro il “Congresso internazionale sulle devianze sessuali” organizzato dal Centro italiano di sessuologia.

Ieri il corteo è stato aperto dallo striscione del coordinamento “Liguria Pride 2019, Genova better than this”. Lo slogan fa il verso, ironicamente, a quello di Palazzo Tursi per promuovere il turismo sotto la Lanterna. Erano attese cinquemila persone, e invece ne sono arrivate oltre ventimila. Ecco il percorso:

Percorso Liguria Pride 2019

Negli ultimi anni non avevo partecipato al Gay Pride. Ma stavolta, complice il mio ex capo, ingegnere cinquantenne e sposatissimo, che mi ha chiesto di andare con lui, mi sono convinta. Ed è stato bello, bellissimo, colorato e rumoroso, ancora meglio di come lo ricordassi. Calore e musica ovunque, striscioni esilaranti, come quello che recitava “Dio mi ha creato gay, la Chiesa mi ha fatto peccatore, Madonna mi ha reso favoloso”. Oppure “Se mio figlio non può sposarsi perché va contro la tua religione, tu non puoi mangiare i biscotti perché io sono a dieta!”. Oppure: “Mamma tranquilla, sono frocio, non fascista!”. O, ancora, quello dell’ANPI: “Genova non dimentica: ora e sempre resistenza!”. “La igualidad es la alma de la libertad” era lo striscione della Comunità Ecuadoriana. Ma quello che ha davvero vinto tutto, è questo qui:

Gay Pride - Cartello "Contro Natura è solo il pesto con le noci"
Contro Natura è solo il pesto con le noci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.