La visita di idoneità agonistica

Oggi, come ogni anno, mi sono sottoposta alla visita di idoneità agonistica per la pratica del calcio e dell’atletica leggera.

Ho preso due ore di permesso, ho girato tutto il giorno col campione di urine nello zaino (bleah!) e alle 18 mi sono recata presso il Centro di Medicina Sportiva Il Baluardo.

Dopo i consueti controlli (altezza, peso, ECG a riposo, pressione) il medico ha proferito le parole più temute dagli atleti “Facciamo l’ECG sotto sforzo”. Ha indicato il parallelepipedo che viene usato per lo step e mi è venuto un colpo: mi arrivava più o meno all’anca.

Ho pensato: “Ca##o! Me lo ricordavo più basso! Questa è la visita di idoneità agonistica o  una versione ribaltata de I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift in cui l’abitante di Lilliput sono io?”. 

Il medico ha sorriso e si è avvicinato allo strumento di tortura. Con gesto compassionevole lo ha girato sul lato lungo, abbassandolo così di una ventina di centimetri. Ho tirato un sospiro di sollievo!

Sono sopravvissuta ai 3 minuti di step e ho effettuato l’ECG sotto sforzo, che risultava perfetto. Il risultato della spirometria è stato addirittura del 130% superiore ai valori standard.

Risultato: abile ed arruolata. Non sarà certo una visita di qualche minuto a scongiurare eventuali problemi, ma ritengo che sia una pratica da non sottovalutare. So che ci sono atleti, nel campionato a cui partecipo, che fanno finta di niente e non vi si sottopongono. O peggio ancora runners superficiali che si iscrivono a gare non competitive correndo come dei matti senza fare alcun controllo.

Ragazzi, fate la visita di idoneità agonistica. Anche se praticate sport per puro diletto. Con la salute non si scherza. Mai.

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